Operatore con guanti bianchi verifica un'etichetta con tag RFID su un capo di maglieria, accanto a una scarpa artigianale in pelle con tag digitale, nel reparto qualità di un'azienda di moda di fascia alta.

Invenduto e Passaporto Digitale del Prodotto

Dal 19 luglio 2026 le grandi imprese non possono più distruggere l’invenduto di abbigliamento e calzature, salvo le deroghe previste. Il giorno dopo è partito il Registro europeo dei Passaporti Digitali del Prodotto (DPP). Per Pambianconews, che ha ospitato l’intervento di Alberto Proverbio, Senior Sales Vice President Luxury & Fashion di Tesisquare, i due provvedimenti segnano l’avvio concreto di una transizione annunciata da tempo.

Il calendario del DPP è già definito. Dal 18 febbraio 2027 l’obbligo scatterà per alcune categorie di batterie, che faranno da banco di prova per i settori successivi. Per tessile e abbigliamento l’atto delegato è atteso entro la fine del 2027, con un’applicazione graduale negli anni seguenti. Secondo Proverbio il margine di tempo è più stretto di quanto sembri: i dati richiesti riguardano prodotti che si stanno sviluppando oggi, con fornitori con cui i rapporti si definiscono adesso.

Il DPP, sottolinea Proverbio, non è una semplice etichetta digitale, ma un’identità del prodotto, accessibile tramite QR code, NFC o RFID. Offre informazioni diverse a ciascun interlocutore: composizione, origine e fine vita al consumatore, elementi di verifica alle autorità, dati per il recupero dei materiali al riciclatore. Alle aziende può servire anche a distinguere l’autentico dal contraffatto, a isolare più rapidamente un lotto difettoso e ad abilitare servizi post-vendita come manutenzione, estensione di garanzia e second-hand certificato.

Il nodo, però, non è normativo ma la qualità del dato. Le informazioni di prodotto sono oggi sparse tra ERP, PLM, MES, sistemi qualità, fogli Excel e archivi dei fornitori, e la raccolta dei dati dalla filiera resta in gran parte manuale. Lo stesso vale per l’invenduto, dove servono alternative alla distruzione come second-hand certificato, ricondizionamento e donazione tracciata.

Su questo terreno Tesisquare lavora da tempo con Elision insieme ai marchi italiani della moda e del lusso. La proposta è una piattaforma unica che raccoglie il dato una sola volta lungo la filiera e lo rende disponibile, aggiornato e verificabile per rispondere alle nuove esigenze normative.

Fonte: Pambianconews, 8 ottobre 2026 – “Tesisquare: vietato distruggere l’invenduto per le grandi imprese, il DPP è il prossimo passo”