Artigiana ripresa di spalle in un laboratorio di pelletteria italiano mentre confronta due borse in pelle su un banco da lavoro, tra campioni di materiali, documenti e scatole per le spedizioni.

Made in Italy e contraffazione: per il 93% delle imprese il mercato del falso è una minaccia grave

Si è aperta con il convegno “Il ruolo dei territori nella lotta alla contraffazione” l’undicesima edizione della Settimana Anticontraffazione 2026, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il ministro Adolfo Urso ha ribadito che il falso è un fenomeno globale, da contrastare partendo dai territori, dove si presidiano filiere e consumatori. Secondo un’analisi di CNA Federmoda, la minaccia del mercato illegale riguarda il 93% delle aziende.

Lo studio dell’Area Studi e Ricerche CNA fotografa un problema che per quasi tutti gli imprenditori è di gravità primaria. Più di un quarto degli intervistati lo considera una vera emergenza nazionale, con punte ancora più marcate nel Mezzogiorno. L’impatto pesa soprattutto sui comparti manifatturieri, dove concorrenza sleale e imitazioni sottraggono quote di mercato alle imprese che operano nella legalità.

Sul lato dei consumatori, a spingere verso le repliche è soprattutto il forte divario di prezzo rispetto agli originali. Contribuiscono anche controlli percepiti come insufficienti e una scarsa informazione sui rischi reali. Oltre la metà delle aziende dichiara di essere entrata in contatto, direttamente o indirettamente, con merce contraffatta.

L’indagine evidenzia inoltre una fragilità interna al sistema produttivo. La maggior parte delle piccole realtà non ha ancora procedure strutturate o certificazioni rigorose per verificare l’autenticità dei materiali e dei semilavorati in entrata, e si affida soprattutto ai rapporti di fiducia storici con i fornitori.

A cambiare scala e dinamica del fenomeno è stata la rapida espansione delle vendite online. Quasi tutto il tessuto produttivo indica l’e-commerce come il principale acceleratore della contraffazione, perché abbatte le barriere geografiche e rende la merce non originale presente ovunque. Le imprese chiedono quindi un intervento deciso e coordinato delle istituzioni. Tra le priorità indicate figurano un quadro sanzionatorio più severo per produttori e distributori, un monitoraggio più stringente delle piattaforme web e un rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine.

Fonte: La Conceria, 20 ottobre 2026 – “Made in Italy sotto attacco: il falso minaccia il 93% delle imprese” (dichiarazioni del ministro Urso riprese da MF Fashion).